La risposta breve: per un danno da malasanità hai in genere 10 anni per agire contro la struttura sanitaria (ospedale o clinica) e 5 anni contro il singolo medico. Ma il diavolo è nei dettagli — soprattutto su da quando si comincia a contare.
I due termini, spiegati
10 anni verso la struttura. Il rapporto tra paziente e ospedale è considerato di natura contrattuale: accettandoti in cura, la struttura si obbliga a curarti con diligenza. Per questo il termine di prescrizione è quello lungo, decennale.
5 anni verso il singolo medico. Dopo la legge Gelli-Bianco, la responsabilità del medico (salvo che abbia assunto un’obbligazione diretta con te) è extracontrattuale: il termine è di 5 anni.
In pratica, nella maggior parte dei casi conviene agire verso la struttura — termine più lungo e onere della prova più favorevole al paziente.
Da quando si conta? (il punto decisivo)
Il termine non parte necessariamente dal giorno dell’intervento o del ricovero, ma dal momento in cui il danno è conoscibile: quando hai potuto ragionevolmente capire che il danno c’è e che può dipendere da una condotta sanitaria scorretta.
Esempio: una garza dimenticata durante un intervento del 2015 e scoperta con una TAC nel 2024 — il termine decorre dalla scoperta, non dall’operazione. È un principio consolidato che apre la porta a molti casi che sembrerebbero “scaduti”.
Casi particolari
- Decesso del paziente: i familiari hanno un diritto proprio al risarcimento (danno da perdita parentale), con termini che decorrono dal decesso.
- Se il fatto è anche reato (lesioni o omicidio colposo): se il reato ha un termine di prescrizione più lungo, quello si applica anche all’azione civile.
- Interruzione: una diffida o una richiesta scritta di risarcimento interrompe la prescrizione e fa ripartire il conteggio. Anche per questo conviene muoversi subito, senza aspettare la causa.
Cosa fare se temi di essere al limite
- Non fare calcoli da solo: la decorrenza è la questione più tecnica e più discussa nei tribunali.
- Richiedi subito la cartella clinica — serve comunque, e non interrompe nulla aspettare.
- Fai verificare i termini da un avvocato: è la prima cosa che controlliamo nella consulenza gratuita, prima ancora del merito.
Domande rapide
Sono passati 12 anni: è tutto perduto? Non necessariamente — dipende da quando il danno è diventato conoscibile e da eventuali atti interruttivi. Va verificato caso per caso.
La richiesta all’ospedale interrompe la prescrizione? Sì, se formulata correttamente (richiesta scritta di risarcimento). Una semplice lamentela o una segnalazione all’URP, in genere, no.
Per un’infezione ospedaliera valgono gli stessi termini? Sì: verso la struttura vale il termine decennale. Qui trovi i dettagli.
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